Organizzazione

Organizziamo il trekking.

Tu quante tipologie di viaggiatore conosci? Io personalmente ne identifico due:

L’organizzato

“Preciso scrupoloso attento ad ogni minimo dettaglio ed orario.”
Con lui non si perde mai un aereo ne un treno.

Il come-va-va

“Godiamoci tutto quello che viene come viene. E se c’è coda Amen. Al massimo torniamo dopo…”

Qui è difficile partire con la mentalità del “come-va-va“, perché potresti rischiare di non compiere tutti i 185 km. Le insidie sono molte, ma una in particolare: rimanere senza acqua nel momento sbagliato.

Io mi sono organizzato, pianificando mesi prima della partenza le tappe, cosa mettere nello zaino calcolando le varie soste e le scorte d’acqua necessarie per la sopravvivenza tra una tappa e l’altra.

Non dico che è obbligatorio, ma ti aiuta a capire quali sono i limiti da non oltrepassare. Pur essendoci organizzati abbastanza bene, il secondo giorno eravamo già in balia di eventi mai ipotizzati.

Le mie dritte sono scritte nel libro insieme all’elenco completo di cosa ho portato e a cosa ho rinunciato per non caricare eccessivamente lo zaino ma una cosa ti voglia lasciare qui scritto:

Rinuncia a qualche capo d’indumento, rinuncia alla comodità per quanto riguarda il mangiare (parlo di piatti, pentolame, forchette, … MA NON RINUNCIARE ASSOLUTAMENTE AL COMFORT PER LA NOTTE (tenda, materassino gonfiabile con cuscino e sacco a pelo).

E quando sarai arrivato a pensare “ok, sono pronto! Ho tutto l’indispensabile”, fermati e elimina ancora qualcosa.
Porterai sulla schiena (letteralmente parlando) qualsiasi cosa dal giorno 0 al giorno 15!

imprevisti trekking
Cose che succedono

Vi confesso che durante il mio viaggio ho abbandonato la tenda parasole (qui gli ultimi atti prima del suo cestinamento) perché si era rotta; meglio così forse, l’avrei dovuta lasciare a casa con il senno del poi.